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Licia
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La mwdqLicia (mwdgin licio 𐊗𐊕𐊐𐊎𐊆𐊖, Trm̃mis; mwdwin greco antico Λυκία?, Lykía; mweain latino mweqLycia) è una regione storica dell'mwegAsia Minore, situata sulla costa meridionale dell'mwewAnatolia, nella moderna provincia mwfaturca di mwfqAdalia. Forma una penisola ad est dell'isola di mwfgRodi. È chiusa a nord dalla catena occidentale del mwfwTauro che la isolava e in parte la isola ancora oggi dal resto della Turchia. Questa conformazione rese in passato i porti sul mare le privilegiate porte di accesso alla Licia.

Contents

Storia
Lingua
Note

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Storia

Periodo greco-ellenistico

mwhqErodoto nelle sue mwhgmwhwStorie la chiama mwiaMylias e i suoi abitanti Solimi e Termili. Secondo mwiqOmero, mwigBellerofonte, antenato di mwiwGlauco di Licia, ne mutò il nome in Licia e mwjaLici erano detti i suoi abitanti, provenienti in gran parte dall'mwjqisola di Creta. L'origine del nome è comunque antica e incerta pur trovandolo in talune iscrizioni di epoca mwjgegizia. Come ci narra Omero i Lici parteciparono alla mwjwGuerra di Troia, guidati da Sarpedone e Glauco, che erano cugini, essendo entrambi nipoti di Bellerofonte (il primo era anche figlio di Zeus).

In epoca storica la popolazione della zona partecipò, in forza all'mwkqimpero ittita, alla mwkgbattaglia di Kadesh nel 1284 a.C. combattuta contro il faraone mwlaRamesse II.cite-ref-1[1] Successivamente la regione venne conquistata dal re persiano mwmqCiro il Grande nel mwmg546 a.C. per mano del suo generale mwmwArpago. Ciò nonostante, il monarca persiano, anche se aveva trasformato la zona in una provincia dell'impero persiano controllata da un satrapo, permise agli abitanti della regione di mantenere le proprie tradizioni e di avere capi autoctoni. Durante la mwnaseconda guerra persiana, i mwnqLici appoggiarono la flotta persiana nella mwngBattaglia di Capo Artemisio con l'invio di una flotta di 50 navi al comando del generale Kybernis. La Licia si svincolò poi dal dominio persiano con l'intervento di mwnwCimone, generale mwoaateniese figlio di mwoqMilziade, e partecipò alla mwogLega Delio-Attica. Nel mwow448 a.C. si formò, su pressione di Atene, la Lega licia, che annoverava 36 città, poi passate a 23. Ogni città, a seconda della dimensione, poteva inviare da uno a tre rappresentanti presso il sinedrio, l'assemblea che ogni anno eleggeva il capo della lega, detto liciarca, e gli altri funzionari. Lo scopo della lega era il controllo dell'applicazione dei diritti delle varie città e la gestione della terra comune.

La regione fuoriuscì dalla lega Delio-Attica nel mwpq429 a.C. per tornare sotto il dominio persiano. A partire dalla seconda metà del mwpgIV secolo a.C. fu governata da mwpwMausolo, satrapo della mwqaCaria, dopo una fallita insurrezione indipendentista avvenuta nel mwqq362 a.C. nota come rivolta dei satrapi. Venne conquistata infine da mwqgAlessandro Magno nel mwqw333 a.C. Fu quindi governata, insieme all'mwraEgitto, alla mwrqCirenaica, e a mwrgCipro, da un generale di Alessandro Magno, mwrwTolomeo I Sotere, che impose nella regione anatolica la lingua greca e la organizzò in forma federale. Nel mwsa197 a.C. mwsqAntioco III la occupò assieme a gran parte dell'mwsgAnatolia. Nel mwsw190 a.C. i Romani sconfissero il re della mwtadinastia seleucide nella mwtqbattaglia di Magnesia. Con il successivo mwtgTrattato di Apamea i Romani concessero la Licia ai mwtwRodii in segno di riconoscenza per il loro appoggio contro Antioco, e la regione venne così a far parte della mwuaPerea Rodia. Questo dominio durò solo venti anni. Nel mwuq168 a.C. Roma dichiarò libera la regione della Licia. Qualche anno dopo le città, con un accordo, crearono la mwugconfederazione licia (Λυκιωντοκοινον). Secondo mwuwArtemidoro che è la fonte di mwvaStrabone, le ventitré città che formavano la confederazione, secondo un sistema proporzionale, eleggevano il loro presidente di Lega, chiamato liciarca. Le metropoli di mwvgXanthos, mwvwPatara, mwwaPinara, mwwqOlympos, mwwgMyra e mwwwTlos possedevano tre voti.

Periodo romano

Con il mancato sostegno a mwxwMarco Giunio Bruto la confederazione licia si inimica Roma. In seguito Bruto assediò Xanthos, che venne completamente distrutta ad opera degli assediati che secondo mwyaPlutarco si suicidarono in massa. A seguito di questo comportamento, il mwyqproconsole esitò ad assediare Patara. In seguito Patara, preso atto della magnanimità di Bruto, si arrese senza essere attaccata, seguita dalle altre città della penisola. La regione venne trattata con magnanimità da Roma, che vi pretese contributi molto leggeri. Da allora la Licia fu fedele a Roma e solo nel mwyg43 assieme alla mwywPamfilia divenne mwzaprovincia romana, pur mantenendo una larga autonomia.

Nel mwzg129 l'imperatore mwzwAdriano, visitò la Licia e vi fece costruire, nel porto della città di Myra e di Patara, due granai per raccogliere e conservare strategicamente la produzione di grano della regione. Queste infrastrutture rimasero attive fino al mwaaIV secolo.

Nel mwag141 un violentissimo terremoto sconvolse la regione provocando grandissime devastazioni. mwawOpramoas di mwbaRodiapoli l'uomo più ricco della penisola si prodigò elargendo ingentissime somme per la ricostruzione delle città devastate. Nella lapide mortuaria di mwbqOpramoas vengono indicate le città ricostruite (mwbgPatara, mwbwTlos, mwcaOlimpo, mwcqRodiapoli, mwcgKorydalla, mwcwOinoanda, mwdaMyra, mwdqTelmesso, mwdgKadyanda, Pinara, Xanthos, Kalynda, mweaBubon, mweqBalbura, Krya, Symbra, mwegArneai, mwewChoma, mwfaPodalia, mwfqArykanda, mwfgLimyra, mwfwFellos, mwgaAntifellos, mwgqFaselide, mwggKyaneai, mwgwAperlai, mwhaNisa, mwhqSidyma, mwhgGagai e mwhwAkalissos). Nel mwia240 vi fu un altro terremoto che sconvolse la Licia. La regione si riprese solo lentamente da questo tremendo colpo, l'unificazione amministrativa sotto la Panfilia, la fa sparire dai commenti storici per più di cento anni. Solo nel mwiq325 la Licia riacquistò autonomia politica. mwigPolemio Silvio la indica ancora come provincia indipendente nel mwiwV secolo.

Il declino

Nel mwjg542 vi fu una tremenda epidemia di mwjwpeste che accelerò il dissolvimento della civiltà licia.

Religione

La religione del popolo della Licia non ha testimonianze scritte nel periodo precedente al mwlwIV secolo a.C. Le uniche vestigia, che testimoniano la religiosità di questo popolo, sono i magnifici monumenti funebri, che ancora oggi si possono ammirare. Essi si dividono in due categorie: i sarcofagi e le tombe scavate nella roccia su mwmafalesie. Si ritiene che il popolo dei Lici fu il primo ad utilizzare questo tipo di sepolture seguiti da mwmqFrigi e mwmgCariicite-ref-2[2]. L'altro tipo di tomba presente nella regione è a forma di casetta posta su un pilastro. Queste sepolture fanno supporre una religiosità improntata sul culto degli eroi e dei principi defunti, sostenuto da un'idea di aldilà. Mancano invece, di questo periodo, indicazioni sulle singole divinità. In seguito l'influsso ellenico portò nella regione, un mutamento anche nella religione. Compaiono alcune divinità dell'Olimpo greco, in particolare la triade di mwnwLatona con i figli mwoaApollo e mwoqArtemide. Il nome Latona, mwogGreco antico Λητω, sembra venira dalla parola licia mwowlada (donna). Se la supposizione è esatta, questo indica che le influenze sulle divinità, non furono a senso unico. Secondo mwpaMargherita Guarducci, mwpqla coppia Latona Apollo venne ai Greci dalla Licia e si arricchì della figura di Artemide soltanto in età più recente, quando cioè Artemide, da dea madre quale essa era in origine, acquistò il carattere di dea fanciullacite-ref-3[3]

Carattere peculiare nella religiosità dei Lici del tempo era il vivo interesse per la conoscenza del futuro, con la pratica della mwqwmantica. Questo si esplicava in vari santuari come quelli di mwraXanthos, mwrqMyra e presso il famoso oracolo di Apollo di Patara.

Il cristianesimo si diffuse nella regione sin dagli inizi: le prime testimonianze risalgono al mwrwIII secolo e si riferiscono a vescovi e credenti fatti oggetto di persecuzioni e a martiri. Figure di spicco di quel periodo sono mwsaSan Nicola di Myra e mwsqMetodio di Olimpo.

Lingua

Ben poco si conosce riguardo alla lingua usata nella regione, prima che venisse soppiantata dal greco nel I secolo a.C. Tra le cose accertate, vi è il fatto che fosse costituita da due dialetti di origine indoeuropea.

Note

cite-note-11. mwuwmwvamwvqLA BATTAGLIA DI KADDESH, su mwvgmediterraneanparliament.cc. mwvwURL consultato il 9 gennaio 2013.
cite-note-22. Ekrem AKURGAL, mwwwAsianici occidentali, antichi centri, in Enciclopedia Universale dell'Arte, lI, Venezia Roma 1958, col. 50.
cite-note-33. Margherita GUARDUCCI, mwxwLatona, in Enciclopedia Italiana (Treccani), XX, pp. 598-599.

Voci correlate

• mwywCaria
• mwzqLici
• mwzwPisidia
• mw0qPanfilia
• mw0wVia Licia
• mw1qLukka

Altri progetti

Altri progetti

• Wikizionario
• Wikimedia Commons

• Wikizionario contiene il lemma di dizionario «Licia»
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Licia

Collegamenti esterni

• citereftreccani-itLicia, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaGiuseppe Furlani e Lino Bertagnolli, LICIA, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1934.
• citerefdizionario-di-storiaLicia, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefsapere-itLìcia, su sapere.it, De Agostini.
• citerefenciclopedia-dell-arte-anticaF. Coarelli, LICIA, Arte, in Enciclopedia dell'Arte Antica, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1961.
• citerefbritannica-com(EN) Lycia, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mw3a(EN) Licia, su lycianturkey.com. URL consultato il 20 giugno 2008 (archiviato dall'url originale il 27 settembre 2007).
• mw3gCentro Studi Nicolaiani, su centrostudinicolaiani.it. URL consultato il 10 marzo 2022 (archiviato dall'url originale il 13 aprile 2013).
• mw4aTour virtuale del Mondo e le tombe licie, su apeskov.ru. URL consultato il 16 febbraio 2012 (archiviato dall'url originale il 14 aprile 2012).